25 settembre 2011

7-9 ottobre Carloforte Green Workshop (Sardegna)

conferenza green energy carloforte

IL FUTURO DELL’ENERGIA

Dal 7 al 9 ottobre 2011 il Comune di Carloforte

(Isola di San Pietro, Sardegna)
organizza il Carloforte Green Workshop:
una tre giorni su temi ambientali, energie rinnovabili, mobilità sostenibile e gestione
dei rifiuti che riunirà istituzioni, esperti, cittadini, player nazionali e internazionali per la
realizzazione del programma di azioni che renderà entro il 2014 San Pietro la prima “Isola
ecologica del Mediterraneo” attraverso un percorso di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

L’iniziativa si inserisce nell’ampio quadro offerto dal Protocollo d’Intesa del 13 dicembre
2007 denominato “San Pietro: Isola Ecologica del Mediterraneo” stipulato tra Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Autonoma della Sardegna,
Provincia Carbonia‐Iglesias, Comune di Carloforte e Consorzio del Parco Geominerario della
Sardegna per la realizzazione di un progetto pilota nell’Isola di San Pietro finalizzato alla riduzione
di emissioni, la valorizzazione integrata delle risorse locali e la promozione di un modello di
sviluppo durevole e sostenibile ‐ obiettivi questi, che si concretizzeranno nei temi e proposte della
manifestazione che, oltre a fare il punto sulle recenti tecnologie in merito a energie rinnovabili,
mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti e risparmio energetico, si pone come piattaforma di lancio
per realizzare a Carloforte un modello di isola ecologica e di sviluppo esportabile su tutto il
territorio nazionale.

Visita Il Sito

20 maggio 2011

Birra Corona e l’Hotel ecologico

Al di la delle considerazioni sull’opportunismo dell’impresa nello sfruttare la “green culture”, è innegabile un sempre più forte orientamento all’ecologia da parte di molti brand, che è sicuramente indice di una diffusione sempre maggiore di una sensibilità ecologista nei consumatori.

Ecco un bell’esempio: La Corona extra da pochi anni promuove una campagna ecologista per la sensibilizzazione alla salvaguardia delle spiagge.

L’obbiettivo del progetto è: Preservare le spiagge d’Europa in pericolo. Recupereremo almeno una spiaggia europea all’anno che sceglieremo con l’aiuto del voto degli utenti del sito web.
Our mission: Luoghi che ci regalano molti momenti buoni. Ma non sempre ne siamo riconoscenti.
Corona crede che invece dobbiamo ringraziare le spiagge per quel che ci danno. Nel 2009 abbiamo salvato la spiaggia di Capocotta (Roma, Italia) e nel 2010 la spiaggia di Baia di Portmán, a Cartagena (Murcia, Spagna). Ma sono tante le spiagge che sono in attesa di essere salvate.

Quest’anno le spiaggie in competizione erano la Platja de Puerto el Segundo e il litorale di Augusta (Sicilia). La vittoria se l’è giudicata  Augusta che verrà interamente ripulita dal team di Save the Beach.

htel spazzatura riciclata

L'Hotel a Madrid

hotel salva le spiagge

Interno Hotel

 Sito Save The Beach

17 maggio 2011

Monouso che non fa Rifiuto!

… e con l’estate non arriva solo la voglia di sole…ma anche l’aspirazione al “dolce far niente”!

E’ per questo che come suggest della settimana non potevamo che scegliere i nuovi pacchetti “Monouso per la Tavola“. GoGreenEnergy consiglia sempre l’utilizzo di piatti e bicchieri porcellana o vetro, ma se per le vostre feste estive è un po’ troppo faticoso allora meglio scegliere prodotti green che ci risparmiano la fatica di dover pulire centinaia di bicchiere facendo pagare un costo meno salato all’ambiente.

Tutti i prodotti del “Pacchetto Monouso per la Tavola” sono realizzati con il 100% di prodotto base riciclato e c0n materiali 100% compostabili.

Scopri i dettagli si GoGreenEnergy.it

Interamente realizzati con materiali 100% Comostabili

4 maggio 2011

Green Summer con prodotti Naturali Cruelty Free

Ecco i suggerimenti per gli acquisti di questa settimana.

La bella stagione (forse) è realmente arrivata e con se la voglia di sole e mare. E’ per questo GoGreen vi suggerisce due prodotti veramente indispensabili:

Il primo è

Crema Solare Tea Natura al Manoi Tiarè

Crema Naturale e Cruelty Free Tea Natura

perchè proteggere la pelle è indispensabile tanto quanto divertirsi al mare.

Il secondo prodotto è

Olio Repellente Naturale TEA Natura

perchè, si sà, col caldo aimè, arrivano anche le zanzare e compagnia bella e noi che anche davanti alle zanzare vogliamo mantenerci ambientalisti e animalisti crediamo tuttavia indispensabile difenderci da quei piccoli esserini succhiasangue!

28 aprile 2011

Il governatore di Fukushima: ‘Riavviare la centrale nucleare è inconcepibile’

Oggi il presidente della Tepco, Masataka Shimizu, ha incontrato il governatore della prefettura di Fukushima,  Yuhei Sato, per presentare le sue scuse in una cerimonia ufficiale (Nella foto) nella sede del governo della prefettura. Si tratta del primo incontro tra i due dall’11 marzo, il giorno del terremoto/tsunami che ha dato il via all’interminabile catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi. Shimizu, e durante un cerimoniale molto giapponese ha detto: «Mi  rammarico profondamente che la Tokyo Electric Power Company  abbia causato un grave incidente che ha inflitto ulteriori oneri mentali e fisici a coloro che erano già stati colpiti dalla catastrofe naturale», poi ha promesso di riportare la situazione sotto controllo il più presto possibile «In modo che la gente del posto sarà in grado di tornare alla vita normale». Shimizu ha anche promesso che la sua azienda (per la quale si parla ormai apertamente di fallimento) «Compenserà in modo sincero tutti coloro che sono stati colpiti».

scuse tepco

Il governatore Sato ha chiesto alla Tepco «Di attuare senza fallire quello che si è impegnata a fare nella sua road map  elaborata per contenere l’emergenza in corso. Circa 6.000 bambini da Fukushima hanno dovuto lasciare la Prefettura, la Tepco deve fare tutto il possibile per riportarli a casa». Ma Sato ha anche detto una cosa che farà tremare la lobby atomica giapponese: «Riavviare la centrale nucleare è inconcepibile».

Non a caso il maggior calo di sostegno al nucleare a livello mondiale rilevato nel sondaggio Win-Gallup (del quale parliamo in un altro articolo, vedi link) viene proprio dal Giappone, dove la maggioranza di favorevoli all’energia atomica si è trasformata in una esigua minoranza.

tepco logo

Un cambio di opinione che deve essere molto evidente anche ai partiti giapponesi (quasi tutti filo-nucleari e quasi tutti ben finanziati dalla lobby nucleare), infatti oggi è stata annunciata la costituzione di un gruppo parlamentare bipartisan per esplorare le alternative energetiche al nucleare e per promuovere l’utilizzo di energia alternativa.

Il gruppo comprende tra gli altri l’ex ministro dell’agricoltura Masahiko Yamada, del Partito democratico al governo e  l’ex segretario generale del Partito liberaldemocratico, Koichi Kato, uno dei principali esponenti dell’opposizione conservatrice, e del capo del Partito socialdemocratico Tomoko Abe. Il gruppo punta apertamente «A rivedere la politica energetica del Giappone che si è concentrata sulla promozione dell’energia nucleare e incamminarsi verso l’utilizzo di risorse naturali come le energie solare ed idroelettrica». I parlamentari dovranno anche valutare le centrali nucleari in Giappone per scoprire quali danni potrebbero subire da terremoti e tsunami. La prima riunione del gruppo parlamentare è prevista per la prossima settimana.

foto parlamento giapponese

Il Giappone ha chiesto all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) di aiutarlo a fronteggiare il «Contenimento delle importazioni giapponesi sulla base di timori di radiazioni non scientifici».

Il ministro del commercio e dell’industria del Giappone Banri Kaieda ha presentato la richiesta durante un incontro con il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, in visita ieri a Tokyo.

foto Angel Gurria

Angel Gurria

Secondo Kaieda «I paesi europei e altri limitano l’importazione di prodotti agricoli dal nord-est del Giappone e che alcuni Paesi hanno anche rifiutato i prodotti industriali giapponesi per paura di contaminazione radioattiva. Il Giappone deve affrontare una situazione grave in seguito al disastro dell’11 marzo e all’incidente nucleare e vuole consigliarsi con l’Ocse sulla ricostruzione economica del Paese ».

Gurria ha risposto che «Utilizzare l’incidente nucleare di Fukushima come una scusa per introdurre misure protezionistiche è inaccettabile, L’Ocse lavorerà con la World Trade Organization per scoraggiare tali mosse. L’Ocse coopererà per confermare la sicurezza degli altri impianti nucleari giapponesi e per testare i livelli di radiazione nei prodotti agricoli e marini».

Intanto il Giappone ha trovato un alleato per soddisfare la sua fame di energia: l’Australia. Il primo ministro giapponese Naoto Kan e il primo ministro australiano Julia Gillard hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a Tokyo per annunciare un accordo sulla cooperazione energetica.

L’Australia fornirà al Giappone gas naturale liquefatto e di altre fonti energetiche, «In risposta alla situazione di emergenza nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi».

Julia Gillard

Julia Gillard

Kan ha ringraziato la Gillard per l’assistenza data dall’Australia al Giappone dopo il terremoto/tsunami dell’11 marzo ed ha spiegato che «Australia e Giappone hanno convenuto di rafforzare la cooperazione nel settore energetico, che comprende il gas naturale, che emette relativamente meno biossido di carbonio. I due Paesi coopereranno anche nello sviluppo delle terre rare».

La Gillard ha detto che «Le due parti hanno inoltre concordato che i loro ministri degli esteri e della difesa discuteranno degli argomenti più importanti per l’Australia e il Giappone e lavoreranno insieme per reagire alle catastrofi e le emergenze nel prossimo round dei loro incontri, noti come 2 più 2». Il primo ministro australiano ha chiesto però anche di allargare i colloqui a Paesi terzi.

Attualmente l’Australia ha in Giappone un team di ricerca e soccorso di 75 persone nella città di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi Prefecture, una delle zone più colpite dal sisma/tsunami ed ha messo a disposizione 3 aerei militari da trasporto e pompe speciali per raffreddare i reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

28 aprile 2011

Pulire senza sporcare

Le vacanze di Pasqua sono finite e comincia l’ora delle pulizie!

Vagando su internet si trovano delle cose veramente interessanti: detersivi di orgine antichissima riproposti da produttori etici, detergenti fatti in casa (alcuni sono veramente semplicissimi da realizzare  e penso proprio che vadano assolutamente provati). Noi di Gogreen abbiamo puntato su Tea Natura che produce detergenti, sia per la persona che per la casa ed i suoi ambienti, totalmente Ecologici. I detergenti TEA sono completamente e rapidamente Biodegradabili, super attenti alla filiera di produzione e realizzati nel rispetto della natura ma anche delle persone.

detersivo green

Vorrei segnalarvi un prodotto di Tea che anche noi avevamo sottovalutato:

Il detersivo per  lavastoviglie liquido: concentratissimo ed efficacissimo! Praticamente si dimezzano i costi in quanto ha un prezzo altamente concorrenziale  e un capacità pulente molto alta ( Su GoGreen Energy.it lo trovate a meno di 8,00 Euro).

Qualcuno di voi l’ha provato? Cosa ne pensate?

 

4 aprile 2011

Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche

Dal 19 al 20 aprile 2011 Roma ospita la Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche. Un’occasione imperdibile per conoscere tutte le principali novità del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili), le applicazioni tecnologiche e i nuovi meccanismi incentivanti per le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica.



Presentazione della conferenza

Solare termico e termodinamico; usi diretti di fluidi geotermici; pompe di calore aerotermiche, idrotermiche e geotermiche; caldaie a biomasse solide, liquide e gassosse; cogenerazione a biomasse; reti di teleriscaldamento. Sono questi gli ambiti in cui si articola il nuovo macro-settore delle tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento alimentate con fonti rinnovabili, istituito dalla Direttiva 2009/28/CE, recepita in Italia col Dlgs 28/2011. Un settore poco noto all’opinione pubblica ma che, secondo i Piani del Governo, deve contribuire per il 44% all’obiettivo nazionale di energia da rinnovabili al 2020, un apporto, cioè, di gran lunga maggiore di quello dell’eolico e del fotovoltaico (12%) su cui si è concentrato finora il dibattito politico. Un settore che si basa su un’industria già radicata in Italia, articolata su diverse filiere (termo-idraulica, termo-meccanica, condizionamento, agro-industria, etc.), che ha a disposizione un enorme potenziale di fonti da sfruttare sul territorio, con la prerogativa di favorire un efficientamento più generale nei processi, in particolare nei consumi energetici dell’edilizia e nel riutilizzo dei residui agro-industriali.

La Conferenza si propone di

* diffondere la conoscenza delle principali tecnologie a rinnovabili termiche, evidenziando il loro potenziale applicativo e di penetrazione, la loro convenienza economica e gli ulteriori benefici per la collettività, in un quadro di crescente risparmio energetico;
* informare sui contenuti del recente Decreto rinnovabili, con particolare riferimento a quelli riguardanti le rinnovabili termiche, e consultare le associazioni degli operatori sulle loro proposte riguardanti i decreti attuativi;
* sollecitare un dibattito politico sugli oneri in bolletta e sul rapporto costo/efficacia dei diversi meccanismi di incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica;
* sottolineare il ruolo chiave dell’agricoltura nel favorire uno sviluppo delle energie rinnovabili basato sul recupero e valorizzazione energetica dei residui agricoli, piuttosto che sulla diffusione incontrollata di impianti di generazione incompatibili con le caratteristiche del territorio agricolo e del paesaggio nazionale;
* evidenziare le relazioni fra nuovo conto energia per le fonti rinnovabili termiche e meccanismo vigente delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di efficienza energetica nell’edilizia.

Alla conferenza interverranno, tra gli altri

rappresentanti di: Ministero dello sviluppo economico; Ministero dell’ambiente; Ministero delle politiche agricole; GSE (Gestore Servizi energetici); AEEG (Autorità per l’energia elettrica e il Gas); ENEA; FIRE (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia); REF (Ricerche per l’economia e la finanza); RSE (Sviluppo del Sistema elettrico)

Parlamentari delle Commissioni ambiente, attività produttive e bilancio della Camera dei Deputati;

rappresentanti di Sindacati e Associazioni di categoria: COLDIRETTI; CISL; Confindustria; Co.AER (Associazione Costruttori di Apparecchiature ed Impianti Aeraulici); Assolterm (Associazione italiana solare termico); Fiper (Federazione Italiana di Produttori di Energia da fonte Rinnovabile); FINCO (Federazione Nazionale industrie prodotti-impianti-servizi ed opere specializzate per le costruzioni. );

Rappresentanti delle Aziende di settore: Clivet; Robur; Turboden; Hera; Tecnocasa; Ariston, Aermec; Repower; Solar System; Wartsila

Media partner

Radio radicale, Staffetta Quotidiana, Gruppo Italia Energia, Regioni&Ambiente, Casa&Clima, Nuova Energia

Presso la sede della Conferenza (Palazzo Rospigliosi) saranno allestiti spazi espositivi in cui le aziende fornitrici di impianti, tecnologie e servizi nelle varie filiere delle rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento presenteranno al pubblico le loro soluzioni.

La partecipazione è gratuita

4 aprile 2011

La “Spazzatura Nucleare” da “Il Fatto Quotidiano”

Da Nord a Sud: 23 siti dove è stata raccolta la “spazzatura” nucleare italiana. E sono a rischio. Solo a Saluggia sono stoccati 80 bidoni di materiale liquido altamente pericoloso. L’allarme di Greenpeace: “Buona parte dei rifiuti sono posizionati vicino a sorgenti”

“Centrali sì, centrali no? Il vero problema è la monnezza nucleare che rimane, di cui non ci si occupa e che preoccupa. Dunque quando si parla di nucleare bisogna ricordare che le questioni che si aprono vanno poi anche chiuse. A lanciare l’allarme è il responsabile di Greenpeace Italia Pippo Onufrio.

Semplificando: esistono due categorie di scorie radioattive. Una, in termini quantitativi, rappresenta il 90 per cento con un tasso di radioattività del 10 per cento. Secondo le linee guida dell’agenzia atomica di Vienna andrebbe costruito un deposito di superficie vincolato per tre secoli (se fosse stato costruito al tempo dell’ Unità d’Italia saremmo a metà dell’opera). Mentre l’altra (denominata categoria tre) in termini di volume è solo il 5 per cento ma contiene il 90 per cento della radioattività. Per queste ultime, ad oggi, non esiste ancora alcuna soluzione. In Italia poi si complicano, perché come spiega Onufrio, “buona parte dei rifiuti si trova all’interno di impianti posizionati vicino all’acqua e dunque con un ancora maggiore pericolo di contaminazione con l’ambiente esterno. In questa situazione totalmente fuori controllo come si può anche solo tentare di rilanciare il nucleare?”. Ci sono però altri pericoli. Un esempio? “ Gli ottanta bidoni di scorie liquide, altamente pericolose, conservate a Saluggia e che pare non interessino a nessuno di quelli impegnati a promuovere il nucleare e contemporaneamente affossare la promozione di fonti rinnovabili”.

Riassumendo: cosa c’è di nucleare in Italia oltre ai quattro reattori dimessi (Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Latina)?
Ecco la situazione – aggiornata al 21 agosto 2009 – ricostruita attraverso Greenpeace.

Caorso. Il reattore nucleare, originariamente destinato alla produzione di energia elettrica, venne arrestato nel 1988. Da allora rimangono stoccati 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (pari a 187 tonnellate).

Latina. Il reattore nucleare modello Gcr venne fermato nel 1986 contiene circa 900 mc di scorie radioattive.

Garigliano (Caserta). Il reattore nucleare del Garigliano destinato alla produzione di energia elettrica venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura, ad oggi contiene circa 2.200 mc di scorie radioattive.

Saluggia (Vercelli). Il centro nucleare di Saluggia, per ritrattamento del materiale radioattivo, venne fermato nel 1983. Oggi è utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi. Si parla di 1.600 mc di scorie radioattive e 53 elementi di combustibile irraggiato (2 tonnellate). È gestito da Fiat-Avio.

Da non dimenticare poi anche i depositi per la raccolta di materiale a bassa radioattività e sorgenti radioattive dimesse come Compoverde (Milano), “Controlsonic” (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito “Crad”, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito “Gammatom” altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e “Protex”: impianto-deposito contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattività. Nel deposito nucleare “Sorin” gli mc sono sempre 1.000 stessa quantità è stoccata al centro “Cemerad” in funzione.

Ispra. Gli impianti del centro nucleare Ccr-Ispra comprendono: il reattore nucleare di ricerca “Ispra 1” ed “Essor”, attualmente in fase di disattivazione. Assieme ad altri sistemi, complessivamente, stiamo parlando all’incirca di 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.

Legnaro (Padova). Impianto destinato alla ricerca universitaria, contiene poche decine di mc di rifiuti radioattivi e qualche decina di elementi di combustibile irraggiato.

Trino Vercellese. Nel reattore nucleare Pwr di Trino Vercellese creato per produrre energia elettrica (arrestato nel 1987) ad oggi rimangono stoccati 780 mc di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (pari a 14,3 tonnellate).

Rotondella (Matera). Costruito come impianto pilota del “ciclo U-Th” subì però l’interruzione nel 1978. È gestito dall’Enea vi sono stoccati circa 2.700 mc di scorie ma soprattutto 64 elementi di combustibile irraggiato (1,7 tonnellate) provenienti da una centrale nucleare Usa.

Bosco Marengo (Alessandria). Questo centro nucleare fu costruito per la fabbricazione di combustibile per reattori è in fase di disattivazione ma contiene circa 250 mc di rifiuti radioattivi.

Pavia. Il reattore nucleare “Lena” dell’Università di Pavia usato per la ricerca è in funzione e contiene poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Milano. Il reattore nucleare “Cesnef” usato per la ricerca è in funzione. Anche qua sono presenti poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Montecuccolino (Bologna). Questo reattore nucleare è gestito dall’Enea ed è in fase di disattivazione.

Pisa. Centro “Cisam” per la ricerca militare. È in fase di disattivazione e contiene pochi mc di rifiuti radioattivi oltre ad elementi di combustibile irraggiato.

Casaccia (Roma). Esistono diverse attività tra le quali: l’impianto di trattamento e deposito di rifiuti radioattivi, attualmente in esercizio, dove sono stoccati circa 6.300 mc di rifiuti ai quali si aggiungono quelli dell’impianto “Plutonio” (60mc), “Opec1” utilizzato “per le celle calde per esami post irraggiamento”, non è attivo, ma viene usato per lo stoccaggio di rifiuti nucleari. Infine c’è “Triga”, attualmente attivo, che contiene 147 elementi di combustibile irraggiato.”

Vedi l’artico su “Il Fatto Quotidiano”

4 aprile 2011

Tutti i “NO” al nucleare secondo Legambiente

….

Il nucleare non serve all’Italia. Oggi ancor più di 23 anni fa, il nostro Paese deve puntare sull’informazione e l’educazione al risparmio energetico, sull’efficienza e sulle fonti energetiche davvero pulite e sicure, nel rispetto delle valenze ambientali e storiche dei territori. Questo il messaggio lanciato stamane a Roma dal Comitato “Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia” nel quadro della mobilitazione “Cento Piazze per il Clima” e in occasione dell’anniversario del referendum popolare contro il nucleare.

Nel 1987, l’80,6% dei votanti disse no alla localizzazione delle centrali nucleari in Italia, il 79,7% disse no ai contributi a Regioni e Comuni per la localizzazione delle centrali atomiche, il 71,9% disse no alla partecipazione a progetti di centrali elettronucleari all’estero. Oggi il governo sta smantellando la volontà popolare attraverso provvedimenti che mirano al ritorno al nucleare nel nostro Paese.

Il Comitato ha ribadito in una conferenza stampa, che le ragioni che portarono il popolo italiano a dire no all’atomo nel 1987 sono tuttora valide. Il nucleare costa troppo e non dà indipendenza né sicurezza energetica. L’uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita (probabilmente prima del petrolio e del carbone), le centrali costituiscono degli obiettivi “sensibili” per il terrorismo, con forti rischi per la popolazione e comunque richiedono la preventiva militarizzazione del territorio. Soprattutto, il nucleare costituisce un rischio ambientale e per la salute.

Fonti: l libro “Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and the Environment” pubblicato quest’anno dalla New York Academy of Sciences, indica che circa un milione di persone sono morte a causa dell’incidente nella centrale del reattore ucraino. Gli autori, Alexey Yablokov del Center for Russian Environmental Policy di Mosca, e Vassily Nesterenko e Alexey Nesterenko dell’Institute of Radiation Safety di Minsk, Bielorussia, hanno dichiarato che “le emissioni di un reattore hanno superato cento volte la contaminazione radioattiva delle bombe su Hiroshima e Nagasaki”. La contaminazione ha riguardato l’intero emisfero nord del Pianeta, compresi Stati Uniti e Canada. L’OMS (Organizzazione mondiale per la Sanità) e la AIEA (Agenzia Atomica) avevano calcolato 9.000 morti e circa 200.000 persone ammalatesi a causa della contaminazione conseguente all’incidente. I ricercatori hanno stimato, invece, che le morti dovute alle conseguenze della contaminazione radioattiva, dal 1986 al 2004 sono state 985.000, un numero che sta aumentando.

La stessa autorità di sicurezza nucleare francese, commentando un incidente avvenuto all’impianto di Tricastin a luglio 2008, rendeva noto che si contano in Francia ogni anno almeno 100 incidenti considerati di piccola entità.

...Fritto dal Reattore.

Ricerche condotte in Germania, in Inghilterra e in Francia dimostrano che le zone nelle immediate vicinanze di una centrale sono inquinate dalla radioattività, e che questa determina malattie gravi nella popolazione. Secondo uno studio governativo tedesco, realizzato da epidemiologi dell’Università di Magonza su tutti e 16 gli impianti nucleari della Germania, i bambini che abitano a meno di 5 kilometri dai reattori hanno un incremento del 76% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono a più di 50 km. Un lavoro del 1997 condotto da ricercatori dell’Università di Brema rileva, invece, un aumento dei casi di leucemia infantile nelle vicinanze di un reattore nucleare situato nella Germania settentrionale (a 35 km da Amburgo) sei volte superiore alla media nazionale. La frequenza di bambini ed adulti ammalati, con esiti talvolta letali, cresce via via che ci si avvicina all’impianto.

Altre analisi recenti hanno confermato l’associazione tra vicinanza agli impianti nucleari e rischio di tumori infantili, leucemia in particolare. L’ipotesi prospettata sulla rivista Environmental Health, è che i radionuclidi (trizio e altri) liberati dagli impianti con il vapore acqueo vengano incorporati dal suolo e dai vegetali e che si ritrovino, quindi, nella catena alimentare. Le donne in stato di gravidanza esposte a queste sostanze radioattive le trasmetterebbero ai feti.

Uno studio effettuato presso gli impianti di ritrattamento di Sellafield e Dounreay in Gran Bretagna e a Krummel in Germania ha registrato tassi di rischio di tumori superiori da 2 a 4 volte rispetto alla media europea. la Francia ha un tasso di tumori tiroidei doppio rispetto al resto d’Europa.

Per non parlare delle temutissime e pericolosissime infiltrazioni di acqua nelle miniere saline di Asse in Germania dove giacciono 160.000 fusti di scorie radioattive che potrebbero causare un inquinamento della falde acquifere con il Cs137: per la loro rimozione occorrerebbero circa 20 anni, con costi inimmaginabili.

l’articolo completo

4 aprile 2011

Pet Airways, quando gli animali prendono il volo!

Volete far viaggiare i vostri cani ed i vostri gatti in aereo comodamente in cabina con tutti i confort, le cure e le coccole che meritano gli animali domestici? Tutto ciò è possibile grazie alla “Pet Airways”, la compagnia aerea dove ad essere indesiderati non sono gli animali domestici, ma gli esseri umani!

La Pet Airways nasce grazie a Zoe, il Jack Russell Terrier di Dan e Alysa, che stufo delle gite fuori porta e dei complicatissimi viaggi dalle logistiche arzigogolate ha deciso di ribellarsi!

Negli Stati Uniti, per la prima volta nella storia canina, i nostri cuccioli e meno cuccioli diventano “Passeggeri” con pet hostess a loro servizio per tutta la durata del viaggio.

I costi? Sostenibili. (150 $ circa)

Per info visitate:

www.petairways.com/

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